Quando veniamo presi d’assalto dal desiderio di fotografare un bambino (perché siamo colpiti dalla scena, dal soggetto, dai colori, ecc.) la prima cosa da fare è fermarsi un solo attimo a guardare la luce a nostra disposizione.

La luce in fotografia è tutto: va riconosciuta, sfruttata ed esaltata al massimo per dare importanza e valore comunicativo al bambino.

Qual’è la sua direzione? E la quantità? E la sua intensità? Se con l’ occhio sinistro controlliamo la scena (mentre afferriamo la fotocamera) con l’occhio destro dobbiamo cercare altrettanto rapidamente una  risposta a queste 3 domande.

Provare a definirla può aiutarvi a riconoscerla velocemente.

Fotograficamente parlando, la luce ha 3 caratteristiche fondamentali: posizione, dimensione e colore.

Sessione fotografica per bambini, Roma. Roberta Garofalo, Fotografo professionista di Maternità, Neonati, Bambini e Famiglie, Roma

1. POSIZIONE

Può essere frontale, posteriore (o controluce), laterale.

Quando la luce è frontale, è abbastanza piacevole, generalmente non da ombre sul viso ma toglie tridimensionalità ad un volto, ne appiattisce i tratti. Ai bambini però da molto fastidio: strizzano gli occhi, fanno le smorfie, insomma può far passare la voglia di essere fotografati. Se è sempre frontale ma posizionata in alto, sopra al soggetto, va un po’ meglio, ma per non far ricadere le ombre sul viso dobbiamo abbinarla ad un pannello riflettente: un rettangolo di polistirolo o un cartoncino bianco da posizionare sotto al viso del bambino. In questo modo la luce dall’alto colpisce il viso, cade sul foglio bianco  e rimbalza nuovamente sul viso, restituendo luminosità ed attenuando le ombre sotto gli occhi, il naso ed il collo.

Se la luce è posteriore, ossia arriva da dietro e colpisce il bambino alle spalle, siate ben consapevoli che se da una parte è la più difficile da usare è anche quella che dona effetti creativi, forma delle silhouette, aggiunge un’aurea luminosa intorno ai capelli ed ai contorni del viso. Una sola raccomandazione: se non si hanno obiettivi di buona qualità si creano aloni e riflessi non prevedibili che possono disturbare l’immagine finale. Quest’effetto in controluce è molto di moda ultimamente, sbiadisce un pò i colori, attenua i contorni ma può avere un suo fascino.

Studio fotografico specializzato in bambini a Roma. Foto bambina in prato. Roberta Garofalo, Fotografo professionista di Maternità, Neonati, Bambini e Famiglie, Roma

Quando la luce è laterale, il bambino acquista una sua tridimensionalità che per me aggiunge anche fascino, interesse compositivo, movimento all’immagine. Se la fonte di luce è molto vicina al bambino ne ammorbidisce le ombre e se abbinata ad un pannello riflettente esattamente parallelo ed opposto, per me è la luce migliore in assoluto con cui fotografarlo. E per voi sicuramente la più semplice.

2. DIMENSIONE

Fondamentale anche la dimensione della luce per fotografare: più la sorgente di luce è grande, più l’effetto è morbido, più le ombre sono sfumate. La sua grande dimensione ne aumenta la sua stessa diffusione diminuendo il contrasto tra parti in luce e zone in ombra.

Al contrario, più la sorgente di luce è piccola, più la differenza tra parti in ombra e parti in luce sarà notevole, le ombre saranno dure e marcate ed il contrasto sarà significativo.

L’intensità e la quantità della luce variano dunque in rapporto alla sua grandezza e vicinanza: aumenta di intensità se si avvicina la luce al bambino, diminuisce se si allontana. Questa differenza di intensità è quella che genera il diverso contrasto tra le zone in ombra e le zone in luce.

Può essere spot, ossia una luce dura, intensa e concentrata, che illumina zone ristrette di un soggetto, come un raggio di sole che entra in una stanza da una fessura piccola di finestra: questa piccola fessura crea un fascio di luce spot.

Oppure può essere diffusa e morbida, se entra da una grande vetrata e se viene a sua volta ammorbidita da tende bianche e luminose.

Per offrirvi un esempio concreto, sapete che quando il cielo è coperto è in realtà il momento migliore per fotografare un bambino?

E’ come avere un grande bank diffusore in uno studio fotografico spaziale! I raggi diretti del sole vengono trattenuti dalle nubi e da queste ridistribuiti e diffusi con maggiore omogeneità.

3.COLORE

La luce è formata da tanti colori, sia quella naturale che artificiale. Noi la vediamo sempre bianca, ma in realtà è un prisma di colori. Ai miei genitori-fotografi raccomando sempre di usare la luce naturale, perché è la migliore da gestire se non si è professionisti.

Le luci naturali del primo mattino e del tramonto sono le più morbide e dorate, occorre solo fare attenzione ai riflessi che trasmettono rimbalzando sull’erba, sulla sabbia o sulla terra.

Ma anche la luce artificiale di una lampada o di un faretto, se ben gestita può creare veri ritratti artistici, soprattutto se si è in grado di virare la foto in bianco e nero, per evitare le tipiche dominanti giallognole o verdastre delle nostre comuni lampadine al neon o al tungsteno.

Studio per servizi fotografici per bambini a Roma. Ritratto di bambina che gioca con i peluche. Roberta Garofalo, Fotografo professionista di Maternità, Neonati, Bambini e Famiglie, Roma

Spero di avervi aiutato a capire da dove cominciare prima di fare click. E prima di far scattare quell’odioso flash che si alza automaticamente contro la nostra volontà, e che fa sembrare i nostri bambini più simili a degli zombie che ad adorabili folletti dei boschi incantati. E se tenendo a bada il flash automatico, la vostra digitale non da segni di vita…beh aggirate l’ostacolo alzando gli ISO, purchè non superiate i 640 ISO.

Non tutte le fotocamere digitali tengono il colpo! La moderna tecnologia ci ha dato una grande possibilità: se la luce non è sufficiente…noi l’aumentiamo virtualmente e ne facciamo arrivare molta di più nella nostra fotocamera. Bei tempi, eh?

(pubblicato su DONNAMODERNA.IT)