Premessa: il post che segue è un po’ diverso, con qualche spunto tecnico che spero possa interessarvi; come blogger questa volta dovevo farmi perdonare un clamoroso ritardo! Tratta di composizione, di colpi di scena, di schemi di luce per ritratto in studio, di una famiglia in attesa e di una fotografa alle prese con nuovi progetti creativi per le sessioni “maternity”.

Ho deciso che nei prossimi tratterò alcune delle ultime sessioni di gravidanza: saranno riassunti, con parole ed immagini, giornate intense e bellissime che mi hanno un po’ distratto (per l’appunto) da questo blog!

Siamo sempre più abituati a tenere tempi, orari e scadenze sotto controllo. Siamo informati e in grado di prestabilire quasi con certezza l’ora esatta del parto. Arriviamo in prossimità di quei giorni magici pieni di preparazione e trepidazione, con un’ansia che difficilmente si può descrivere e la sola idea che ci sia qualcosa che non segue le previsioni ci mette in subbuglio.

Ed è proprio quanto è successo alla mamma sorridente e placida, fuori dal comune, protagonista di questo set e di cui avevo anticipato qualche dettaglio nel post precedente. Eccola qui in tutto il suo splendore…
Fotografo di gravidanza a Roma  - Foto classica col pancione - Roberta Garofalo, Fotografo professionista di Maternità, Neonati, Bambini e Famiglie, Roma

LUI ha voluto l’effetto sorpresa in tutto e per tutto: il ginecologo ha preso un bel granchietto nel determinarne l’arrivo.
L’attesa ordinata si è trasformata in una sequenza di corse frenetiche in cui la mamma è andata prima in clinica, poi è venuta nel mio studio, poi è tornata in clinica e poi di nuovo a casa.

Un balletto di colpi di scena che davvero avrebbe messo a dura prova chiunque. Quando è tornata in studio abbiamo scherzato molto, perché non è tanto semplice riuscire ad affrontare questo “balletto” di trasferte. Ed ho pensato che avrei dovuto anch’io rivedere i miei piani: ho immaginato una sessione fotografica portatrice di LUCE, che fosse di buon augurio per portarle LUI finalmente alla LUCE, che potesse mettere in risalto i soggetti (è venuto anche il papà ma non posso mostrarvi per privacy i ritratti di “coppia di incinti”, sorry) che  illuminasse al massimo gli scatti e rendesse giustizia ad una coppia con bebè in arrivo ed una storia tanto speciale.

Foto pancione, Fotografo di gravidanza a Roma - Roberta Garofalo, Fotografo professionista di Maternità, Neonati, Bambini e Famiglie, Roma

Dunque, volevo realizzare una sessione assolutamente luminosa, dove i soggetti potessero emergere morbidi, ma ben definiti, da una luce diffusa e bianca.

Per ottenere questo risultato ho utilizzato uno schema di luci piuttosto semplice da realizzare, comunemente noto come High Key Lighting.
La mia è stata una scelta stilistica prima di tutto, perché questo schema di luci emana serenità e gioia. Si ottiene direzionando due flash con softbox (da sinistra e da destra) verso il fondale bianco e DIETRO il soggetto; altri due flash con soft box (ma anche uno solo se lo spazio dello studio non è molto ampio) DAVANTI al soggetto, posizionati sempre lateralmente (destra e sinistra).

L’effetto che si ottiene è di un fondale puro e pieno di morbida luce che abbraccia ma allo stesso tempo lascia spazio candido ai soggetti.

Schema per impostare la luce set fotografico. Roberta Garofalo, Fotografo professionista di Maternità, Neonati, Bambini e Famiglie, Roma

Il problema delle parabole che illuminano lo sfondo bianco È quello di disporle in modo da generare una luce omogenea su un’area grande, almeno tanto grande da contenere i soggetti senza “soffocarli” nell’inquadratura, sfumandoli troppo.

L’errore più comune è di sovraesporre eccessivamente lo sfondo, perdendo il controllo della luce che ritorna riflessa dalle spalle del soggetto.
Spostate i softbox, sistemate le luci, fate tutte le prove del caso, anche mettendo un pupazzo prima di iniziare gli scatti, così non avrete l’ansia di far attendere il cliente.

Ringraziate tutti i giorni, con un bell’inchino, le vostre fotocamere digitali perché avete la gran fortuna di controllare sempre, sul display, la scena e la luminosità generale, per correggerne eventualmente il tiro. Ai tempi della pellicola questi “esperimenti” se non si avevano le idee ben chiare non si potevano proprio osare: rischiavamo di buttare provini su provini! E costavano, eh?

Una volta ottenuto lo schema, finalmente soddisfatti del vostro set, dovete concentrarvi sul soggetto. È rilassato? È a suo agio? Non abbiate mai fretta, altrimenti buttate all’aria le ore di lavoro! Qualche consiglio lo trovate nel mio ritratto di una famiglia moderna.

Sperimentando la luce, esistono svariate possibilità di creare immagini intense. Strutturate in tanti modi differenti la vostra composizione. Ne ho già parlato nel mio articolo su come scegliere la luce per fotografare i bambini.

Questa futura mamma era perfetta: sorridente, allegra, con la battuta pronta; abbiamo scherzato anche sulla possibilità di allestire una sala travaglio in studio, nel caso in cui il bebè volesse presentarsi all’improvviso!

Ho dovuto prendere fiato per le tante risate davanti ad un cappuccino e brioche preparati per l’accoglienza e poi, dopo aver dato un’ultima e furtiva occhiata al set, ho iniziato a scattare. È stato come ballare su una musica leggera e ritmata. Cappuccino e cornetto a Roma sciolgono sempre il ghiaccio!

La tecnica fotografica non è solo conoscere le fotocamere, gli obbiettivi, saper discutere di luci e pixel o utilizzare termini tecnici: è anche saper “vedere” un’immagine prima ancora dello scatto, disporre i soggetti solo DOPO essere entrati in sintonia con loro, usare il colore o il non-colore, modellare la luce secondo precise esigenze stilistiche. Diventa una danza mentale di cui bisogna imparare a seguire i ritmi, ma una volta imparati almeno i passi base poi si è più sicuri di potersi cimentare in coreografie più complesse.

Ora, con questo post, iniziamo ufficialmente una nuova era nel mio studio per quanto riguarda le sessioni “maternity”. Perché è primavera, perché fa bene cambiare, perché la creatività ha bisogno di rinnovarsi e modificarsi ciclicamente, perché ho tante idee che mi frullano per la testa.

Ma soprattutto… perché non ne posso più delle solite foto con il pancione! Dunque questo shooting che vi mostro, consideratelo appunto un “classic pregnancy session” ma spero con la prossima mamma di poter sperimentare  qualcosa di nuovo.

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