Si è concluso da poco più di 10 giorni, un workshop che è stato davvero molto speciale, per me. È stato a lungo progettato e confezionato ad hoc, con il preziosissimo supporto ed in collaborazione con  Giovanna Griffo  (Maxartis), professionista che stimo profondamente, ben conosciuta in Italia, nel settore del photoretouching perchè è una bravissima (e serissima) insegnante di photoshop.
Il programma delle 2 giornate romane, verteva su due aspetti precisi della nostra professione specialistica: il marketing e le tecniche di fotoritocco specifiche nella ritrattistica di bambini.

Sono due aspetti che normalmente vengono tralasciati o toccati velocemente quando si compone un workshop, perché la prima cosa a cui si pensa è offrire ai partecipanti delle esercitazione pratiche (e quindi degli shooting veri e propri)  allo scopo di fare pratica davanti a docenti più esperti per portare a casa anche un discreto portfolio di immagini che in condizioni “normali” non si riuscirebbe ad ottenere. O almeno non nello stesso modo.

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Ci sono tante scuole di pensiero sul senso di un workshop con shooting incluso. Tutte valide. Non è mio intento scrivere un post su questo.
Ma credo che il mio workshop ideale, per toccare tutti gli aspetti che vorrei come docente, dovrebbe durare almeno una settimana. Dunque quando si hanno solo due giorni, è necessario effettuare una scelta.
E Giovanna ed io abbiamo scelto il marketing ad hoc per il settore e la postproduzione migliorativa e non invasiva per le pelli delicatissime dei bambini.
Ed anche  per le rughette dei genitori.

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Perché, onestamente, pensavamo fossero due tematiche urgenti da condividere. Ed abbiamo avuto ragione, perché le adesioni sono state tantissime. Ad un certo punto abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni e ci dispiace aver lasciato fuori molti colleghi, che attendono  una seconda edizione.
Ma la preparazione di questo workshop e le emozioni che ho vissuto prima, durante e dopo, sono il tesoro che mi porterò dentro, per sempre.

Chi mi conosce bene sa che, purtroppo (e sottolineo purtroppo), non riesco a prendere nulla sotto gamba e preparare tutti i testi e le slides è stata un’attività che mi ha vista impegnata dal giorno dopo l’Epifania.
E per “impegnata” esattamente intendo 15 giorni al computer dalle 8 alle 24 con due pause al giorno per i pasti. E purtroppo… non sto scherzando.
Ho interrotto solo per due sessioni neonato, che certo non potevano essere rimandate. Tutte le altre sono state spostate alla prima settimana di Febbraio.

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Il lato divertente è stato constatare tutte le mattine il mio aspetto fisico avvicinarsi sempre più a quello di uno Zombie. E l’infinita pazienza di mio marito e di mio figlio, che ormai sono rassegnati  da tempo al loro triste destino di avere una presenza aliena dentro casa: mio figlio ha iniziato anche a cucinare qualcosa di light e veloce per l’occasione e mio marito ha imparato anche a fare la spesa on line!
Visto? Da cosa…… nasce cosa!

Fatta questa doverosa premessa di “backstage” devo confessare che, pensare  con amore  a questo workshop mi ha restituito altrettanto amore. Da tutti.
Sono tornata indietro nel tempo, ho ricordato i miei workshop da giovane allieva, quando partivo con la valigia, carica di aspettative e non sempre tornavo soddisfatta.
Perchè insegnare è una grande responsabilità.
E va fatta con molta coscienza e serietà professionale.
Ecco il perchè del mio ritiro “spirituale” di 15 giorni ad  “H 24”.

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Pensare di accogliere i partecipanti con i deliziosi biscotti a “tema” realizzati per l’occasione da Rosaria Garzone Cakes è stato il nostro benvenuto d’amore per tutti i 27 partecipanti.
Era come dire “siamo qui, tranquilli, rilassatevi, dimenticate di aver preso un aereo o un treno all’alba, adesso vi coccoleremo e vi aiuteremo a capire come lavorare bene e con profitto in questo delicatissimo settore.”

Aver scelto come giocoso leitmotiv di tutta la mia presentazione, il testo di Seth Godin (guru  internazionale del marketing) “La Mucca Viola” è stato inconsapevolmente la chiave del successo di questo workshop.
Ho giocato alternando nozioni serissime (e tostissime!) a macchie viola che volavano ogni tanto per la sala a vantaggio dei partecipanti che continuavano a “sfornare”  intuizioni geniali.
E’ stato tutto molto, molto bello. E quando il cuore si riempie di gioia e si scalda di una passione autentica, la vita è più bella…per tutti.

 

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Sono felice di aver trasferito  tutto il mio know-how a 27 mucchette viola, radiose e contente di aver carpito tutti i segreti di questo mestiere.
Emozionata di constatare giorno per giorno la loro lenta ma solida trasformazione.
Commossa dalle loro mail in cui mostrano come e cosa hanno già cambiato nella loro attività in soli 10 giorni.
E questo ora mi fa sorridere, ripensando ai “giorni dello Zombie” che sono stati assolutamente fondamentali.
Vorrei chiudere questo post, con una frase nobile e meravigliosa, che sposo completamente e che appartiene ad un grandissimo poeta: William B. Yeats.

INSEGNARE NON E’ RIEMPIRE UN SECCHIO
MA ACCENDERE UN FUOCO

Perchè viviamo in un mondo dove si accendono solo fuochi brutti ed inutili.

Ma la vita vera…….è un’altra!