Scattando prevalentemente in studio l’inverno, quando arriva la bella stagione mi scateno nel ritratto fotografico in esterno il più possibile; a parte le sessioni on the beach (illustrate qualche post fa) adoro molto scattare anche in location più “country”, nelle campagne toscane per esempio o, come nel caso di questa sessione, nelle campagne calabresi.
E’ cosa nota che nella fotografia di ritratto l’inquadratura sia abbastanza stretta sul soggetto, per permettergli di conservare una posizione preminente. E quando si allarga il campo, includendo anche l’ambiente circostante, lo sfondo entra nella scena, esaltando ed enfatizzando il ruolo da protagonista del soggetto stesso.

Fotografia di gravidanza tra gli alberi

Potrei parlarvi di ritratto ambientato, ma non è  legato a questa sessione che ho scelto come esempio, perché con ritratto ambientato  si intende quel tipo di ripresa in cui il fotografo diventa praticamente uno “stalker” che segue ossessivamente il soggetto (e ovviamente  lo fotografa pure) durante le sue attività quotidiane, sia in interni che in esterni,  ma fondamentalmente nel suo habitat quotidiano ed ha una relazione diretta ed indiretta con il protagonista ai fini della rappresentazione fotografica.
Nel mio caso si trattava di un ritratto di famiglia ambientato in una location esterna molto particolare e questa particolarità mi sembrava importante per il risultato che volevo raggiungere.

Fotografia di gravidanza - Esterno sorriso

Mi trovavo in vacanza  in Calabria, in una  tenuta davvero speciale: Suffeudo di Pozzello, in provincia di Crotone. Un posto suggestivo, immerso tra gli ulivi ma distante solo 1 km dal mare più incontaminato (e meno turistico) della Calabria. Sono molto affezionata a questo posto e ci torno tutti gli anni, arrivando direttamente dalla mia amatissima Toscana; certe volte mi sembra quasi di non staccare perché il paesaggio è dolce come quello toscano ed ugualmente immerso tra gli ulivi.
Un posto perfetto per ritrarre questa bellissima mamma con le sue bambine, una  “fuori” ed una “dentro”.
Roba di donne, commentava qualcuno nella tenuta, mentre scattavamo.
Era vero, era solo “roba” di donne!

Mamma incinta con bambina

E’ stata una sessione di grande complicità e frivolezza, con abiti cambiati in funzione degli accessori corrispondenti. La futura bis-mamma realizza artigianalmente accessori e bijoux  con il marchio Coccami e Miranda e durante l’incontro di pianificazione dello shooting  siamo partite proprio dalla sua fiabesca valigetta di monili e successivamente alla nostra scelta sono stati poi selezionati gli abiti. Ovviamente l’obiettivo era ritrarre una gravidanza insieme alla primogenita, ma un po’ di frivolezza  ci stava proprio  bene.
L’ora era la solita, vicino al tramonto, ma la tenuta era già parzialmente in ombra e mi sono dovuta accontentare della luce che trovavo: per giunta in vacanza non mi porto certo i pannelli riflettenti o specchiati, dunque mi sono arrangiata come potevo.

Sorellina che sorride

Altra difficoltà, soprattutto per me che uso sempre ottiche da ritratto (avvicinandomi molto al soggetto) è stata proprio quella di non voler andare tanto “sotto”  ma contemplare le fanciulle da fuori, cercando di riprendere anche parti del paesaggio e scorci  architettonici della tenuta,  che mi piacevano molto.
La difficoltà era nel giusto bilanciamento delle proporzioni: non doveva essere  un “close up”, altrimenti  il paesaggio spariva, né le fanciulle dovevano diventare due stelline che navigavano  in uno spazio sconfinato, altrimenti avremmo  perso il senso dello shooting. La composizione doveva essere particolarmente curata, l’ambiente doveva diventare una cornice sia per i soggetti che per lo sfondo ed entrambi dovevano rimandarsi l’uno all’altro con un bilanciamento  quasi perfetto. Queste le mie intenzioni pre-shooting!

Fotografia di sorellina in bianco e nero

Sono abituata ad usare prevalentemente  le ottiche classiche da ritratto, quelle comprese tra gli 85 mm e i 135 mm di lunghezza focale, quelle che rappresentano fedelmente i tratti di un volto, senza creare distorsioni prospettiche o schiacciamento dei piani.
Ma in un ritratto ambientato, dove si possono usare anche i grandangolari (attenzione ad usare quelli più estremi), il 50 mm rappresenta  l’ottica ideale.
Peccato non l’avessi con me!
Quindi, con il mio 85 mm, mi sono allontanata e poi allontanata e di nuovo allontanata, finchè non mi sembrasse tutto né troppo, né troppo poco.
Spero di essere riuscita a trasmettere l’atmosfera tutta femminile di quel pomeriggio:
l’amore di una giovane mamma che sta per dividere il suo cuore in parti uguali, la dolcezza di una primogenita che si gode gli ultimi attimi  tutti per sè  e la forza prorompente di una vita che sta per prendersi…tutto  quello che potrà.

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Fotografia di donna in dolce attesa che sorride