Fotografare bambini al parco è sempre un’esperienza particolare. Tempo fa ricevo una mail da un simpaticissimo papà-fotografo con annessa domanda amletica: “Perché quando le fotografo nel parco le mie bambine diventano tutte verdi?”
Non si tratta di un parco posseduto dai marziani……è un parco pubblico molto conosciuto e vicino alla loro casa. E lui è un papà-fotografo che si impegna molto: ha messo alla prova la card della sua digitale in svariate stagioni dell’anno, pensando fosse un problema legato alla fioritura ed al periodo; ha sempre fotografato nello stesso parco; compone bene le inquadrature scegliendo gli angoli verdi migliori; fiuta come un segugio le macchie di colore più intonate alle bambine a seconda dell’abbigliamento del giorno; non cambia mai le sue modelle (ovviamente) eppure le foto sono sempre “verdi” Dopo svariati giga di tentativi ha pensato bene di scrivermi una mail prima di permutare definitivamente la sua fotocamera digitale con un altro modello di un’altra marca.
Dunque non si capacitava di quella patina verde che trovava sempre sulla pelle e sui vestiti delle sue bambine! Io ho risposto semplicemente con un’ affermazione ed una domanda insieme:
1) Succede anche a me (e credo sia svenuto!)
2) A che ora vai a fotografare? Risposta: “andiamo sempre la domenica, mentre mia moglie prepara il pranzo” (tradotto significa un orario tra le 11.00 e le 12.30).
L’argomento del post di oggi è proprio questo: trappole fotografiche in un parco! Ed e’ un caso frequente, capita a tutti nelle stesse condizioni, me inclusa.
Quando si scatta in esterni, la prima cosa da valutare attentamente è la provenienza e la consistenza della luce solare: la posizione del sole determinerà la durezza o la morbidezza della sua luce, la proiezione delle ombre (che saranno diverse nelle varie ore della giornata) ed anche il suo riflettersi sul soggetto da fotografare. Quella schifosissima patina marziana è tutta racchiusa in questo: se il sole è a mezzogiorno vuol dire che è a picco, i raggi cadono sul prato e riflettono sul volto e sugli abiti quel riflesso verdognolo che è rimbalzato dall’erba e che si spalmerà con grande equilibrio sulle bambine, anche se ad occhio nudo non lo vediamo né vediamo astronavi o dischi volanti o Ufo vari nei paraggi!
Ma al sensore della nostra digitale non sfugge niente…nel bene e nel male!
Le ore migliori per fotografare in esterni sono le prime ore del mattino (8.00-10.00) oppure prima-dopo-durante il tramonto se la stagione lo permette, quando la luce comincia a mutare passando attraverso i toni prima dorati, poi arancio e poi porpora. Verso il tramonto la luce diventa più morbida e molto avvolgente mentre al mattino presto è sempre morbida ma molto più chiara e luminosa. Quale scegliere? Dipende da voi e dalla situazione ma tenete presente che di solito i bambini sono stanchi verso l’ora del tramonto mentre funzionano fotograficamente molto bene al mattino, quando hanno le energie caricate a tutta manetta!
Come si compone l’immagine in un parco sempre vasto e sterminato? Pensate ad un centro di interesse: cosa attira gli occhi di chi guarda la foto? Bene allora muovetevi intorno a quel punto. Dove si sposta lo sguardo? L’occhio umano deve essere guidato attraverso le linee guida verso un “centro di interesse”. Se il soggetto è collocato lungo una linea guida, l’occhio dell’osservatore la seguirà naturalmente ed arriverà come per magia al soggetto. Tutto fa gioco nel cercare le linee guida in un parco: forme, colori, linee; aiutatevi con i sentieri, le fughe degli alberi, le siepi, le macchie floreali colorate, le panchine, ecc. Tutto ciò che trovate nella scena va “riposizionato” in funzione dell’inquadratura, delle linee guida e della posizione del soggetto.
Cercate anche di “incorniciare” in qualche modo il vostro soggetto: trovate delle linee, delle forme o dei colori che girano intorno al vostro centro di interesse e lo mettono ancora più in risalto.
Date un taglio creativo all’immagine: mai il soggetto al centro perfetto ma spostatelo intorno all’immagine! La prima cosa che insegnano nelle scuole di fotografia professionale è il linguaggio fotografico: generalmente l’occhio spazia da sinistra verso destra, secondo il senso di lettura! Questo deve aiutarvi a posizionare il soggetto nella parte più adatta per “quella” foto.
Non vuol dire cha a sinistra non lo mettiamo mai più, ma ci sono immagini che a sinistra “funzionano” in un modo e ribaltate a destra funzionano in un altro. Questo lo potete controllare da soli prima del click!
E non dimenticate l’ angolo di ripresa: i bambini vanno fotografati sempre alla loro altezza, quindi accovacciatevi, sedetevi o sdraiatevi.

Per quanto riguarda la messa a fuoco: cercate sempre di staccare il soggetto dal fondo. Tenetelo distante e scattate con una limitata profondità di campo. Se lo sfondo dietro al bambino appare tutto sfocato si annulla qualunque altro elemento distraente e l’attenzione si concentra tutta sul soggetto.
Per far questo ruotate il diaframma scegliendo numeri piccoli (se utilizzate il programma a priorità di diaframma il valore 5,6 è perfetto se mettete a fuoco precisamente sugli occhi) oppure se preferite far decidere tutto alla fotocamera, scegliete nel vostro menù il simboletto del ritratto (di solito una faccetta o una donna con cappello) e l’effetto sarà lo stesso. Più piccolo è il numeretto che corrisponde al valore del diaframma maggiore sarà la sfocatura.
Se fate due foto consecutive una in modalità “ritratto” e l’altra in modalità “automatica” vi accorgerete della differenza.
Attenti anche alla luce filtrata dai rami dell’albero, può essere creativa o disturbare molto, può aiutarvi a trovare un po’ di ombra per evitare macchie di luci forti sul viso o può aggiungerne altre che possono disturbare o far risaltare qualcosa in più nella foto.

Ma soprattutto……andate al parco e divertitevi!
Lascia un commento a questo post se ti va, lo leggerò con piacere!
Ciao Roberta,
quando si dice che una fotografia puo’ regalare emozioni…qui ce n’è più di una.
Grazie per gli accorgimenti ed i consigli, sono da mettere in atto. Io ho un difetto (oltre a tantissimi altri heheh) quello di mettere il soggetto quasi sempre a destra. Dovrò cercare di volgere lo sguardo piu a sinistra ;o)
Un abbraccio
Gio’
Giò, tu fai delle bellissime foto di Macro e Natura, sia con soggetto a destra che a sinistra! Le ho viste nel tuo profilo di Facebook ed anche nel tuo blog! Lo sai, vero? A presto.