Febbraio è un mese speciale e lo dedico ad un progetto importante: i ritratti di coppia.

Amo molto queste sessioni, perché parlano di emozioni, sensazioni e sentimenti autentici, che vengono rivelati.
Alle mie coppie, ma anche a me stessa.

Quando fotografo una coppia entra in azione un transfert, uno scambio reciproco di generosa complicità: loro mi rinnovano il senso profondo dei veri sentimenti, mi regalano gli atteggiamenti più affettuosi, condividono con me sguardi, gesti e parole.

Io restituisco tutto ciò attraverso le mie immagini, che evidenziano ciò che ho sentito nell’attimo in cui li fotografavo.

San Valentino è una ricorrenza che amo, proprio perché mi offre l’opportunità di dedicarmi al ritratto fotografico di coppia. In verità, se potessi, fotograferei coppie tutto l’anno. Perché costruire e mantenere stabile una relazione sentimentale è un impegno tanto complesso quanto appagante, se riesce veramente. E merita di essere fotografato. Sempre e per sempre.

C’è una frase di Massimo Gramellini, tanto semplice quanto potente, che racchiude il vero senso della vita:

“Se incontrarsi è una magia, è non perdersi la vera favola”

Tutti sentiamo l’impulso di innamorarci e di costruire un rapporto esclusivo, speciale con un’altra persona, che sia un partner, un figlio, un genitore, un amico. È una necessità per sentirsi vivi, quella di accendersi per qualcuno. E questa fiamma nel tempo subisce sempre una trasformazione.

L’innamoramento iniziale ha il sapore dell’ irrazionalità, della perdita del sé che porta alla fusione totale con l’altro, alla sua idealizzazione: è il momento in cui volano le farfalle nello stomaco.

Poi subentra una fase più soft, i sentimenti si assestano, diventano più profondi, danno maggiore sicurezza reciproca; la gelosia si attenua, la comunicazione si amplia anche se non espressa verbalmente. Ci si comprende con uno sguardo e se si è lontani per necessità non si avverte il senso di solitudine.

È in questa fase che si mette in ballo la condivisione di un progetto comune: una convivenza, un matrimonio, un figlio, la costruzione di una famiglia. Se non si costruisce insieme lo scopo della vita, svanisce tutto l’interesse per l’altro.

Ma conoscersi in profondità mette fine all’idealizzazione e focalizza le differenze e le analogie tra partner. La fase della consapevolezza amorosa è la più complessa e delicata, quella in cui o si resta insieme o si va via, ognuno per la sua strada.

La fotografia di coppia mette in moto l’energia vitale del rapporto

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Ora comprenderete perché reputo necessario fotografare l’Amore.
Sia nelle giovani coppie che sono all’inizio di tutto questo delicatissimo processo e che rivedrò nelle varie fasi del “loro” progetto comune.
Sia nelle coppie di genitori consolidati, che arrivano da me a tappe, tra un figlio e l’altro, sempre più affaticati, ma sempre motivati.

Sembra quasi mi chiedano in silenzio: “mostraci chi siamo”.

È per questo che vengono da me. Per mettere in moto un passaggio di energia, rivelatrice ad entrambi: a loro di tutto quello che hanno costruito e di cui possono andare fieri, a me la consapevolezza del senso profondo e sociale, nonché la valenza psichica del mio lavoro.

Sessione di coppia: scatti autentici

Durante una delle ultime sessioni natalizie di quest’ anno, è tornata da me una coppia che ho conosciuto durante la primissima gravidanza e che rivedo tutti gli anni con infinito piacere.

È tornata con i loro 3 bambini. Ormai ben 3.

E mentre fotografavo le piccole pesti sul set di Natale, ad un tratto mi volto e li scopro ballare un lento stretti stretti, in fondo in fondo allo studio, sulla musica di Bublè in sottofondo.

Non avevo flash in quel punto, erano tutti sul set, ma istintivamente ho scattato. È stata una frazione di secondo, ed ho aperto di ben due stop quel fotogramma in postproduzione, ma ho inserito quell’immagine tra i provini. E si sono emozionati. Emozionati di se stessi.

Vedere questa emozione, per un fotografo è una carezza sul cuore.

Ecco perché, durante le sessioni di famiglia, alla fine di tutto e mentre i bambini si rivestono o si riposano, io lascio la coppia genitoriale da sola sul set e gli ultimi 15 minuti della sessione sono tutti per loro.

Perché è dal loro matrimonio che non hanno un’immagine di coppia ed è dal loro matrimonio che non hanno più conferme di ciò che hanno costruito nel frattempo e di cosa sono diventati oggi.

E se lo meritano di essere fotografati, se lo meritano proprio.
Perché il loro lavoro è, quotidianamente, IMMENSO.