Siete tornati dalle vacanze pieni zeppi di fotografie? Bene, vi avevo spronato a farlo e, siccome siete diligenti, sono felice abbiate squagliato le vostre schede di memoria.
E adesso, che ci facciamo? Adesso inizia il bello o il brutto, dipende dai punti di vista. Ma prima, una premessa: in questo post non ci saranno fotografie ma solo consigli di preparazione per il passo successivo: parliamo infatti di editing fotografico.

Adesso è arrivato il momento di trasformarsi in bravissimi chirurghi e con bisturi alla mano aprire, guardare, individuare, selezionare, analizzare, tagliare o recidere, asportare…. insomma dovete buttarne un bel po’, ok?
Lo so, lo so che è tosta ma quelle sopravvissute a tale scempio le metteremo belle belle  in mostra e tutti vi diranno “uauh, che belle…ma come mai così poche?”
Uno dei miei primi insegnanti di editing un giorno mi disse: “dopo la visione di un portfolio se ti chiedono se ne hai ancora, vuol dire che hai fatto centro”.  Ed è vero, niente di peggio di amici o spettatori sconosciuti che sbadigliano davanti a vagonate di immagini in sequenza; meglio lasciarli con l’acquolina in bocca.

Quando si torna da un viaggio o semplicemente da un soggiorno di vacanza “stanziale”  è facile ritrovarsi le schede o gli hard disks pieni di files intitolati “estate 2000vattelapesca” che a loro volta contengono almeno 500 immagini per cartella. La maggior parte uguali o simili o (peggio) inutili. Ci siamo passati tutti, state  tranquilli, è perfettamente normale.
Ed  è  altrettanto inutile tenerle tutte  e salvarle per “scaramanzia” o per “vigliaccheria”. Dovete abituarvi a giudicare da soli i vostri scatti, selezionarli da soli e buttare senza pietà: non le ritirerete mai più fuori se non vi sono piaciute all’inizio.
E poi, riuscire a fare a meno di qualcosa è un esercizio che aiuta sempre nella vita!

Editing fotografico - Collage con foto a forma di cuore

Quando ero “pischella” ho partecipato a molti workshops tenuti da fotografi affermati, li seguivo come guru e in una settimana di workshop si arrivava a 600/800 fotografie come niente. L’ultimo giorno era un incubo, perché bisognava autoselezionarne il 10% e mostrarle a “LUI”  che ne avrebbe salvato a sua volta  il “suo” 10%. E ritornavo a casa con al massimo 10 foto da mettere nel mio portfolio, ma erano sicuramente le migliori. Lo chiamavo  il “fionnarella day”  dal termine romano “fionnare” che significa “gettare dalla finestra” , tanto per sdrammatizzare la giornata.
Ora, non vi chiedo di fare la stessa cosa, ma questa operazione dolorosissima va comunque fatta.
In percentuale minore, ma va fatta.
Scremare ed eliminare il reportage fotografico di una vacanza, significa esaltare le immagini che restano; limitarne lo scorrimento davanti agli occhi significa accentuare il ritmo della sequenza superstite. Ed il sapore che resta allo spettatore è buono nella sua globalità, non è sincopato da alti e bassi; e se poi ne realizzerete uno slide show, la visione generale non sarà mai piatta.

L’ordine con il quale agire è il seguente:

1. Via le sottoesposte o sovraesposte: a meno che non sappiate recuperarle con un programma di fotoritocco e non sia uno scatto supervalido ma sfigato, tutte quelle troppo scure o troppo chiare vanno “fionnate” subito!

2. Via quelle mosse o micro mosse: non tentate di infinocchiarmi con discorsi tipo “beh ma sulle riviste di moda si vedono foto anche mosse” perché è vero e vi dico senza paura che fanno schifo comunque, ma siccome oggi è difficilissimo “stupire” pensano di farlo così. E ad ognuno il suo stile.

3. Via quelle con gli orizzonti storti: ho detto VIA e chissenefrega se anche quelle qualcuno le pubblica! Problema loro e degli antiemicranici che assumono dopo.

4. Via quelle con “luce in macchina”: se non state attenti alla provenienza della luce quando scattate e non usate un paraluce per l’obiettivo, a volte la luce entra di sguincio nell’obiettivo e attraverso la riflessione delle lenti forma un grande alone luminoso a gradazione arcobaleno intorno al vostro soggetto. E’ fastidioso da guardare, secondo me, ed anche se c’è chi lo fa entrare apposta per aggiungere qualche effetto speciale……sempre chissenefrega!

5. Via quelle con elementi di disturbo evidenti: passanti sbucati all’improvviso mentre scattavate, pezzi di “monnezza” varia di cui non vi eravate accorti durante lo scatto ma che sono capitati proprio sopra la testa della vostra adorabile bambina e sembra le sia spuntato un corno dalla testa o dalla gamba. Insomma, via tutte quelle che hanno qualcosa che disturba.

6. Via i doppioni: ma perché ne fate sempre almeno 3 della stessa situazione con la stessa inquadratura, la stessa esposizione, la stessa faccia della bambina…… ma perché? Me lo scrivete, per favore?

7. Via quelle simili: se avete girato “intorno” ad una situazione fotografica, sceglietene una, massimo due per “quella” situazione. Esempio: se avete ripreso vostro figlio tutto sporco di gelato nell’intento di finirselo, non ha senso tenersi le immagini come in una moviola in cui si lecca, tira fuori la lingua, da un’altra leccata al cono, lo mordicchia, ingoia il boccone, riapre la bocca……no proprio no!

8. Via quelle che non hanno senso “narrativo”: ce ne sono, ce ne sono, guardate bene. Sono quelle che il fotoamatore medio lascia “per far numero”. Voi …..levatele!

9. Via quelle con la composizione sbagliata: se vi siete giocati uno scatto perché “se il bambino fosse stato un po’ più in qua…e il secchiello un po’ più in la….e la gambetta non l’avesse mangiata il cane del vicino”, beh buttatela via subito PER PUNIZIONE! La prossima volta ci starete attentissimi, ve lo garantisco.

10. Via tutte quelle che NON vi piacciono: vi ho fregato, eh? Ve l’ho messo alla fine……così sono sicura che ne avete buttate parecchie prima!!

Adesso che avete i 10 comandamenti per fare un sano e buono editing, fate i bravi scolaretti fino alla fine: preparate due soli files: “SCARTI” ed “EDITING” mentre io vi preparo il prossimo post in cui vi mostrerò alcune idee perverse che ho avuto quest’estate per comporre il vostro reportage delle vacanze 2011. Avete pochi giorni per farlo perché ce l’ho quasi pronto, ok?

Buon editing!

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