Scattare fotografie ad un bambino deve essere soprattutto un divertimento, sia per lui che per noi.

Più ci impegnamo seriamente, magari calandoci nei panni del “vero” fotografo, prima loro abbandoneranno il campo o si limiteranno  a stendere un sorriso posato e fintissimo che ci farà passare la voglia di far scattare l’otturatore.
Quando va proprio male….ci faranno addirittura le linguacce ed allora è meglio mollare il progetto, tanto non tira aria buona.
I
n realtà  tutte le situazioni  divertenti sono perfette per scattare qualche immagine con i bambini, qualche “foto divertenti bambini”, non necessariamente in senso classico. Ed il segreto  è che dobbiamo crearle noi; non significa rendere improvvisamente disponibile il tubo dell’acqua del giardino: proibito da anni e per “X” anni a venire, ci guarderebbero come se fossimo diventati improvvisamente pazzi.
(Anche se verrebbe fuori una foto gagliarda, a pensarci bene).

Possiamo invitarli a calarsi nel ruolo del loro personaggio preferito, trasformarli in supereroi con dei travestimenti o chiedere loro  semplicemente di imitarlo.
(Occhio a chiudere tutte le finestre e le persiane se vuole imitare Spiderman).
Possiamo stendere a terra un foglio bianco gigante (dal mio cartolaio ho trovato una carta da pacchi bianca satinata che misura  cm 150 x cm 150)  e buttarci sopra colori, pennelli, tempere lavabili, ecc. Statene certi,  inizierà  un party  da sballo tutto da fotografare!
Oppure possiamo chiedere al fratello o sorella maggiore di “bombardare” il piccolo con le bolle di sapone (adoro le foto con le bolle di sapone).
Chi sta sotto, per schiacciarle e afferrarle tutte farà delle smorfie semplicemente deliziose.

Insomma inventate qualcosa che piaccia al vostro bambino (ed anche a voi), abbassatevi alla loro altezza per vedere il mondo come lo vedono loro oppure accucciatevi e sdraiatevi completamente: si divertiranno solo all’ idea di avervi messo completamente knock out!  Ed ovviamente scattate a più non posso.

Una cosa che funziona sempre in studio (soprattutto quando non conosco molto bene il bambino) è invitarlo a raccontare qualcosa: pongo domande, mi interesso alle sue passioni, ai suoi flm, agli amici, alla scuola, a tutta la sua vita  insomma e me la faccio piano piano raccontare dal protagonista stesso.
E siccome sono una donna, dopo un po’ arrivo alla fatidica domanda: “ma come si chiama il/la tuo fidanzato/a?”
Beh, vi do un consiglio: non arrivate mai alla fine della scheda quando fate questa domanda ad un bambino e cominciate a scattare a raffica, perché le facce e le smorfie che autoproducono per svincolarsi o precisare con dovizia di dettagli i loro primi approcci sentimentali, sono irripetibili.

Ieri pomeriggio ho beccato mio figlio in questo frangente: di nascosto aveva cambiato canale, si era sintonizzato su una specie di commedia americana  per teenager  e nel momento in cui i due “attorini” avevano cominciato a baciarsi come i grandi, lui si era avvicinato allo schermo e col muso spalmato sul vetro si infilava tra i loro visi per capire bene come si faceva.
Ovviamente non avevo la macchina fotografica a portata di mano (è un classico) e sicuramente  l’avrà rifatto a scuola con la sua morosa.
Questo per dire che l’amore è sempre l’amore, a qualunque età.
Ed a qualunque età…se ne parla.

Lui si chiama Filippo, ha  quasi 3 anni, ed in questa serie di foto scattate in studio mi ha raccontato per filo e per segno di quella volta in cui….. gli era scappato il gatto…….e l’aveva rincorso con nonna…..ma poi era spuntato un coniglio…..e “Lei”…. si chiama Sofia!


Fotografia di bambino con camicia a righe

Fotografia di bambino con sguardo pensieroso

Fotografia di bambino che sorride con camicia a righe

Fotografia di bambino con sguardo sicuro

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